Imposta sostitutiva sulle plusvalenze immobiliari (art. 1, comma 695 della L. 160/2019)

Ecco le modalità di corresponsione dell’imposta da versare in relazione alla plusvalenza spiegate dal Notaio Francesca Vomiero.

Con riferimento alle modalità di corresponsione dell’imposta da versare, relativa alla plusvalenza [intesa come la differenza tra il prezzo di acquisto o di costruzione, aumentato di ogni costo inerente ed il prezzo di rivendita], così come qualificata, quale reddito diverso, dall’art. 67, primo comma, lettera b) del D.P.R. 917/1986 (TUIR), si evidenzia quanto segue:

  1. la modalità ordinaria consiste nell’inserimento della plusvalenza direttamente nella dichiarazione dei redditi (qualificandosi come reddito imponibile ai fini IRPEF), con la conseguenza che a detto importo sarà applicata l’aliquota IRPEF propria della dichiarazione dei redditi di cui fa parte;
  2. la modalità alternativa consiste, invece, nella corresponsione di un’imposta sostitutiva, il cui pagamento dev’essere richiesto direttamente al Notaio dalla Parte Venditrice all’atto di cessione che genera la plusvalenza medesima. Il Notaio, a fronte di tale richiesta, provvederà, contestualmente alla registrazione dell’atto, al versamento dell’imposta sostitutiva in nome e per conto del cliente.

La Legge 160/2019 (Finanziaria per l’anno 2020) ha incrementato l’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 20% (aliquota prevista dalla L. 145/2018 – Finanziaria per l’anno 2019) al 26%.

E’ opportuno ricordare che tale modalità alternativa è utilizzabile solo ed esclusivamente per le plusvalenze realizzate a seguito di cessione a titolo oneroso di fabbricati o di terreni NON suscettibili di utilizzazione edificatoria, mentre resta esclusa per le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni o l’esecuzione di opere intese a renderli edificabili e la successiva vendita, anche parziale, dei terreni e degli edifici.

Notaio Francesca Vomiero

 

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