Meglio il testamento olografo o il testamento pubblico?

Quante volte sentiamo parlare di testamento? Moltissime, ma spesso le informazioni intorno a questo ambito non sono chiare. Bisogna specificare che esistono vari tipi di testamento. Nello specifico noi andremo a vedere nel dettaglio il testamento olografo e il testamento pubblico.

Il nostro ordinamento, come già specificato, prevede varie tipologie di testamento. Quelle più frequentemente usate sono appunto il testamento olografo e il testamento pubblico.

Il primo deve essere interamente scritto di pugno dal testatore, deve contenere la data e la sottoscrizione alla fine.

Il secondo viene dichiarato, davanti a due testimoni, al notaio che ne cura la redazione per iscritto.

Il valore giuridico dei due testamenti è lo stesso, ma occorre essere ben consapevoli dei limiti del primo.

IL TESTAMENTO OLOGRAFO

Il testamento olografo non ha costi ed è formalmente facile da redigere, tuttavia, il testatore non guidato da persona esperta potrebbe adottare termini non corretti, spesso fonte di seri dubbi interpretativi; il testatore potrebbe scrivere disposizioni invalide perché contrarie a norme di legge.

Inoltre, non essendoci un pubblico ufficiale che ne accerta l’identità del suo autore, si presta ad essere impugnato per falsità (.. la redazione e distruzione di un testamento altrui è reato penale..) o per incapacità di intendere e di volere.

Un aspetto problematico del testamento olografo è quello relativo alla sua conservazione; ci si augura che il testamento venga fatto valere molti anni dopo la sua redazione, ma nel mentre potrebbe essere perso e dopo l’apertura della successione potrebbe non essere facilmente reperibile per i terzi.

A riguardo vi è una prassi piuttosto diffusa di consegnare fiduciariamente il testamento olografo al notaio.

Occorre però sapere che non c’è un pubblico registro che attesti il deposito fiduciario, né la legge disciplina la sorte del testamento nel caso in cui il notaio cessi per pensionamento o per morte.

IL TESTAMENTO PUBBLICO

Tutte queste difficoltà sono superate dal testamento pubblico; in primo luogo perché la volontà del testatore viene dal notaio tradotta per iscritto in modo giuridicamente corretto così evitando dubbi interpretativi e ipotesi di invalidità ignote al testatore.

In secondo luogo nessuno mai potrà mettere in dubbio che il testamento proviene dalla persona che il notaio certifica essere.

Infine, per il testamento pubblico vi è un sistema di conservazione sicuro che evita ogni rischio di perdita e che consente di recuperare facilmente  la scheda testamentaria dopo la morte del testatore; questo perché il notaio appena ricevuto il testamento pubblico ne consegna una copia in busta sigillata all’Archivio Notarile il quale provvede ad iscriverlo in un registro telematico chiamato “Registro Generale dei Testamenti”.

Questo registro è consultabile presso un qualsiasi Archivio Notarile del territorio nazionale (anche diverso da quello di appartenenza del notaio che ha ricevuto il testamento).

Occorre in ogni caso esibire il certificato di morte perché, sino a quando il testatore è in vita, al notaio è fatto espresso divieto di rendere noto a terzi l’esistenza del testamento e conseguentemente il suo contenuto.

Decidere di fare testamento può sembrare una cosa difficile e complicata e  spesso ci capita di non essere informati in maniera adeguata. Speriamo che quest’articolo vi abbia aiutato a fare un pò di chiarezza su questo argomento.

Notaio Roberto Agostini

 

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