Rivalutazione di terreni e partecipazioni (art. 1, commi 693 e 694 della L. 160/2019).

Ulteriore proroga del termine per la rivalutazione, a seguito dell’emergenza Covid-19.

La L. 160/2019 (Finanziaria per l’anno 2020) ha riaperto i termini per la rivalutazione del valore delle partecipazioni non negoziate e dei terreni (sia agricoli che edificabili) posseduti da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali.

La rivalutazione comporta la facoltà, per i soggetti sopra indicati, titolari di partecipazioni non negoziate e di terreni (tanto agricoli quanto edificabili), di determinare il valore di detti beni attraverso una perizia di stima [redatta da specifiche categorie di soggetti quali iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, all’Albo dei Revisori Legali e Periti iscritti alle Camere di Commercio (quanto alle partecipazioni societarie) ed iscritti all’Albo degli Ingegneri, Architetti, Geometri, Dottori Agronomi, Periti Agrari, Periti Industriali Edili e Periti iscritti alle Camere di Commercio (quanto ai terreni)], asseverata con giuramento, entro il 30 giugno 2020 e di assoggettare il valore così rideterminato ad imposta sostitutiva, con aliquota dell’11% (aumentato di un punto, rispetto al 10% stabilito dalla L. 145/2018 – Finanziaria per l’anno 2019).

La norma fa riferimento ai beni posseduti al giorno 1° gennaio 2020.

Tuttavia, a seguito della sopravvenuta emergenza Covid-19, il c.d. “Decreto Rilancio”, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha prorogato il termine per la rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni sia agricoli che edificabili.

Specificamente ha previsto che i beni debbano essere posseduti alla data del 1° luglio 2020 mentre l’asseverazione della perizia ed il versamento dell’imposta sostitutiva debbano essere eseguiti entro il 30 settembre 2020.

Peculiare è comunque il fatto che, ove la rivalutazione venga effettuata entro il 30 giugno 2020, dovrà fare riferimento al possesso dei beni al 1° gennaio 2020; ove invece venga effettuata entro il 30 settembre, dovrà fare riferimento alla data del possesso e dei valori al 1° luglio 2020.

Ricordiamo che il versamento dell’imposta sostitutiva può essere effettuato in tre tranches: la prima da pagare entro il prossimo 30 giugno (ora 30 settembre), le altre due in scadenza il 30 giugno 2021 ed il 30 giugno 2022. Su queste ultime due saranno dovuti, a decorrere dal giorno 1° luglio 2020 (o dal 1° ottobre 2020), gli interessi nella misura del 3% annuo, da corrispondere unitamente al versamento dell’imposta.

La rivalutazione comporta, per il soggetto che realizzerebbe l’eventuale plusvalenza al momento della cessione dei beni che, in luogo del costo o valore di acquisto del bene, possa assumersi quello risultante dalla perizia, affrancato tramite pagamento della relativa imposta sostitutiva.

Con riferimento alle modalità di corresponsione dell’imposta sostitutiva da versare, relativamente alla plusvalenza immobiliare [intesa come la differenza tra il prezzo di acquisto o di costruzione, aumentato di ogni costo inerente ed il prezzo di rivendita], così come qualificata, quale reddito diverso, dall’art. 67, primo comma, lettera b) del D.P.R. 917/1986 (TUIR), si evidenzia quanto segue:

  1. La modalità ordinaria consiste nell’inserimento della plusvalenza direttamente nella dichiarazione dei redditi (qualificandosi come reddito imponibile ai fini IRPEF), con la conseguenza che a detto importo sarà applicata l’aliquota IRPEF propria della dichiarazione dei redditi di cui fa parte;
  2. La modalità alternativa consiste, invece, nella corresponsione di un’imposta sostitutiva, il cui pagamento dev’essere richiesto direttamente al Notaio dalla Parte Venditrice all’atto di cessione che genera la plusvalenza medesima. Il Notaio, a fronte di tale richiesta, provvederà, contestualmente alla registrazione dell’atto, al versamento dell’imposta sostitutiva in nome e per conto del cliente.

La Legge 160/2019 (Finanziaria per l’anno 2020) ha incrementato l’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 20% (aliquota prevista dalla L. 145/2018 – Finanziaria per l’anno 2019) al 26%.

E’ opportuno ricordare che tale modalità alternativa è utilizzabile solo ed esclusivamente per le plusvalenze realizzate a seguito di cessione a titolo oneroso di fabbricati o di terreni NON suscettibili di utilizzazione edificatoria, mentre resta esclusa per le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni o l’esecuzione di opere intese a renderli edificabili e la successiva vendita, anche parziale, dei terreni e degli edifici.

Notaio Francesca Vomiero

 

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