Una particolare ipotesi di detrazione sull’imposta di registro

In questo articolo il notaio Roberto Agostini, esperto in diritto familiare, spiegherà in quali casi è possibile avvalersi  dell’agevolazione “prima casa” e farà chiarezza riguardo l’IVA da corrispondere in sede di acquisto della prima casa. 

Come noto, ai sensi dell’articolo 7 commi 1 e 2 Legge 23 novembre 1998 n. 448, ai contribuenti che provvedono a comperare entro un anno dall’alienazione di un precedente immobile acquistato con l’agevolazione “prima casa”, è attribuito un credito di imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’imposta sul valore aggiunto a suo tempo corrisposta per l’acquisto agevolato.

Così ad esempio: se un soggetto ha acquistato con agevolazioni prima casa un immobile sostenendo un’imposta di registro di euro 1.000; poi aliena a qualsiasi titolo detto immobile e ne riacquista altro entro un anno dovendo un’imposta di registro di euro 1.500 da questa detrarrà l’importo di euro 1.000 così sostenendo una spesa effettiva di euro 500.

Ci si chiede se sussiste tale detrazione nel diverso caso in cui il precedente acquisto non riguardi un fabbricato già esistente ma un terreno sul quale è poi stato realizzato un fabbricato abitativo.

A tale quesito la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 19/E del 1° marzo 2001 paragrafo 1.2 dà risposta affermativa.

In questo caso oggetto di detrazione sarà l’IVA corrisposta per l’appalto e così, ad esempio, se un soggetto ha sostenuto una spesa di euro 5.000 a titolo di IVA al 4% per la costruzione di un fabbricato abitativo che poi aliena a qualsiasi titolo e deve affrontare un’imposta (registro o IVA) di euro 5.000 per l’acquisto di un altro fabbricato, nulla dovrà corrispondere perché la detrazione azzera (al massimo) l’imposta dovuta in sede di acquisto.

Il presupposto del credito di imposta richiede, tuttavia, che il precedente immobile sia stato realizzato in appalto (non vale quindi per una costruzione in economia) con l’IVA al 4% in quanto relativo alla costruzione di “prima casa” secondo i requisiti previsti dall’art. 1, quinto periodo della tabella parte prima allegata al Testo Unico n. 131/1986 (immobile non di lusso, mancanza di altro immobile abitativo in proprietà nello stesso comune, mancato precedente acquisto di altro immobile ovunque posto con agevolazioni prima casa, residenza nel comune entro 18 mesi).

Va precisato che l’agevolazione prima casa sull’iva è stata introdotta dal D.L. 22 maggio 1993 n. 155, mentre in precedenza l’aliquota IVA al 4% era un regime ordinario a prescindere dall’esistenza dei requisiti prima casa.

Orbene, si ritiene che sorga comunque un credito di imposta pari all’IVA pagata in sede di appalto anche quando l’IVA al 4% era la regola non esistendo l’agevolazione prima casa, se erano comunque sussistenti i presupposti che avrebbero legittimato l’applicazione di tale agevolazione.

 
 
Notaio Roberto Agostini

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